Tipologie di collante per le etichette autoadesive

Le tipologie di etichette adesive si possono differenziare in base alle caratteristiche del collante cui sono equipaggiate.

La scelta dell’adesivo viene fatta soprattutto tenendo conto dell’applicazione necessaria al cliente ossia dove andranno posizionate le etichette e dal grado di durabilità che ci si aspetta da esse.

In particolare si andranno ad analizzare le superfici di contatto per trovare il prodotto perfetto che garantirà l’adesione desiderata.

Non tutti gli adesivi sono compatibili con qualsiasi frontale: in base alla tipologia di carta o materiale sintetico ci sarà una certa scelta di “colle” disponibili.

 

LE TIPOLOGIE DI COLLANTE

Le tipologie di adesivi si dividono in due macro-categorie: ACRILICI e HOTMELT.

A loro volta avremo un’ulteriore sotto distinzione tra varianti permanenti e varianti removibili.

Gli adesivi permanenti sono intesi per singolo utilizzo, ossia quando vengono applicati non è prevista l’azione che vengano staccati per essere riposizionati, quelli removibili invece sono adesivi a bassa tenuta che, attaccandosi meno, permettono di riposizionare l’etichetta; ovviamente le prestazioni di queste due tipologie non sono paragonabili, gli adesivi permanenti sono fatti per durare molto più a lungo.

 

Gli adesivi acrilici sono comunemente detti “base acqua” mentre gli adesivi Hotmelt “base gomma”. Il loro nome comune deriva dalla tipologia di prodotti chimici e solventi utilizzati per produrre il composto adesivo che verrà spalmato sotto il frontale del materiale che diventerà la futura etichetta adesiva.

 

Oltre alla macro-categoria dobbiamo introdurre anche altri due termini che identificano caratteristiche fondamentali: “Tack” e “Adesione Finale”.

– La parola Tack identifica la forza di adesione istantanea, in altre parole, se spariamo con un applicatore l’etichetta sopra una superficie, questo parametro indicherà la forza di aggrapparsi ad essa nell’immediato.

– L’adesione finale invece rappresenta la forza di adesione dell’adesivo sulla superficie dopo che l’etichetta è stata “premuta” su di essa.

Entrambi questi parametri sono misurati in Newton su millimetri che è l’unità di misura standard della forza.

Vediamo adesso nello specifico le differenze tra Adesivi Acrilici e Adesivi Hotmelt.

 

ADESIVI ACRILICI

Questa tipologia di adesivi offre una resistenza in un intervallo di temperature più ampia.

Un range di valori tipici è da -40°C fino a +100°C.

Grazie ad una maggiore adesività finale il campo di applicazione si estende anche su superfici che possono diventare umide, resistendo fino a percentuali d’umidità maggiori rispetto ai base gomma.

Sono meno indicati per le applicazioni a soffio veloci che richiedono invece un Tack elevato.

L’adesivo acrilico resiste molto all’ossidazione, significa che può essere utilizzato in esposizione al sole per una durata di tempo maggiore rispetto al suo concorrente; risulta inoltre più adatto per quei prodotti che devono rimanere molto tempo in magazzino in attesa di essere venduti.

Offrono una scarsa adattabilità alla deformazione quindi risulta più conveniente applicarli a superfici che non variano nella forma col tempo.

 

ADESIVI HOTMELT

La forza degli adesivi Hotmelt sta nell’alto Tack iniziale con conseguente adesione istantanea maggiore. Il range di temperatura tipico di funzionamento è di -10°C fino a +70°C; esistono anche varianti per surgelati con un range che si è estende in negativo fino a circa -20°C.

 

La tipicità di queste colle risiede nel fatto che sono molto malleabili e resistono bene alla deformazione della superficie di applicazione; si attaccano bene su superfici curve o che possono deformarsi dopo l’applicazione dell’etichetta.

 

Tende ad ingiallire con il tempo e all’esposizione solare quindi non sono particolarmente piacevoli su etichette trasparenti; inoltre ossidando possono precipitare velocemente e perdere capacità di adesione.

 

Sulle applicazioni a soffio offrono prestazioni molto migliori rispetto agli adesivi acrilici e sono adatti quindi in quelle situazioni che richiedono una notevole velocità ed efficienza della catena produttiva.

 

APPLICAZIONI SPECIALI

Alcune applicazioni speciali che meritano menzione sono ad esempio le etichette da vino.

Le linee guida generali valgono anche per questo utilizzo ma possiamo scendere ancor più nel dettaglio.

Una condizione tipica nell’imbottigliamento è la presenza di umidità superficiale nella zona di applicazione, e una forma della superficie non planare che richiede un’adesione forte.

Per questi due motivi sono stati sviluppati adesivi maggiorati sia hotmelt che acrilici che devono essere opportunamente scelti in base a:

  • Tipo di applicatore: velocità richiesta e modalità di applicazione
  • Tipologia di recipiente
  • Condizioni di imbottigliamento, temperatura e umidità.
  • Precisione richiesta

Un’altra applicazione particolare è identificabile nelle etichette per il settore chimico: quella su recipienti in materiale sintetico, ad esempio PE, che devono contenere composti chimici liquidi ad alto livello di migrazione. Questi composti chimici possono deformare lentamente il contenitore e migrare verso l’esterno di esso provocando un distaccamento dell’etichetta o una sua deformazione.

 

Anche in questo caso si può identificare la combinazione ideale di frontale più adesivo in base agli elementi coinvolti e alla tipologia di durabilità e identificazione richiesta nel tempo.

 

CONCLUSIONE

In questo articolo abbiamo analizzato a grandi linee le differenze fondamentali fra queste due tipologie di colle per etichette adesive.

Ovviamente ogni produttore di carta adesiva non ha una sola tipologia di adesivi acrilici e di adesivi a base gomma, esistono infatti tantissime varianti di ognuna di queste macro-categorie che vanno a migliorare nello specifico alcune caratteristiche o lacune.

 

Non abbiamo considerato altri parametri come la quantità effettiva in g/sqm in quanto ogni produttore ha la sua “formula”, possiamo però dire che aumentare la quantità di adesivo non sempre è un fattore positivo in quanto migliora certi parametri ma ne peggiora sensibilmente altri. Un fattore da tenere in considerazione riguardo l’applicazione finale è che un eccesso di adesivo complica la lavorabilità e la gestione della carta perché potrebbe sbordare rendendo inutilizzabili gli applicatori e macchine da stampa. Molti produttori di materia prima adesiva hanno sviluppato nel corso degli anni bobine ibride acrilico/hotmelt che cercano di combinare i benefici di entrambi: alcune soluzioni sono molto valide specialmente in casi particolari in cui siano necessarie certe caratteristiche specifiche.

 

Il nostro consiglio è quello di chiedere al vostro fornitore (ancor meglio se il fornitore siamo noi J ) una consulenza e dei campioni da provare per identificare e valutare la soluzione ideale alla vostra applicazione. Chiedete sempre le schede tecniche e tenetele da conto!

 

In conclusione: se volete un adesivo che si attacchi molto velocemente e sia versatile potete puntare sul base gomma, se invece volete un adesivo che resista il più possibile, anche a temperature ostiche e potete attaccarlo a mano, l’adesivo acrilico fa al caso vostro.

 

RIEPILOGO COMPARATIVO SEMPLIFICATO:

  • Gli adesivi Hotmelt hanno tendenzialmente un Tack più elevato degli adesivi acrilici, mentre gli adesivi acrilici hanno un’adesione finale più elevata.
  • Sia gli adesivi permanenti che quelli removibili possono appartenere ad entrambe le categorie, ne esistono sia di hotmelt che di acrilici: la scelta deve essere effettuata in base alle prestazioni desiderate.
  • Hotmelt: applicazioni veloci
  • Acrilico: applicazioni logistiche
  • Hotmelt: temperature d’uso e applicazione limitate (esistono però prodotti specifici)
  • Acrilico: ampio spettro di temperature sfruttabili