Come scegliere la stampante per etichette giusta per la tua azienda

Quante volte ci capita di sottovalutare le etichette? Eppure sono il primo biglietto da visita di un prodotto: raccontano la sua storia, trasmettono fiducia a chi lo acquista e, in certi casi, diventano lo strumento che ne garantisce la tracciabilità. Una stampa sbiadita, un codice a barre poco leggibile o un’etichetta che si stacca troppo presto non sono semplici dettagli: possono significare un ritorno di resi, una perdita di tempo o addirittura di credibilità. Ecco perché scegliere la stampante giusta è una vera decisione strategica per la tua azienda.

Tecnologia di stampa: termica diretta o trasferimento termico?

Le stampanti per etichette si dividono principalmente in due grandi famiglie:

Termica diretta: stampa direttamente su materiali sensibili al calore, senza bisogno di inchiostro o nastri. È veloce e pratica, perfetta per etichette a breve durata come spedizioni o logistica. Non a caso è la tecnologia preferita dai corrieri, che devono produrre migliaia di etichette di spedizione ogni giorno.

Trasferimento termico: utilizza un ribbon (nastro) per trasferire l’inchiostro sul supporto. È la scelta ideale per etichette resistenti nel tempo, anche su materiali speciali come poliestere o PVC. È la soluzione migliore per quei settori, come l’ alimentare, dove le etichette devono resistere a freddo, caldo e umidità.

Volume di stampa e tipologia di utilizzo

Ogni azienda ha esigenze diverse:

  • Le stampanti desktop sono adatte a piccoli volumi (fino a 700–800 etichette al giorno), come nel caso di un laboratorio artigianale di cosmetici.
  • Le mid-range sono più robuste, arrivano a 2000 etichette al giorno, ideali per un produttore di vino che lavora in lotti medi.
  • Le industriali sono progettate per grandi volumi e ambienti difficili, come le linee di assemblaggio del settore automotive.
  • Infine le portatili sono pensate per chi stampa direttamente sul campo, ad esempio in magazzino durante l’etichettatura dei bancali.

Qualità e velocità di stampa

La risoluzione è un altro punto chiave:

* 203 DPI sono sufficienti per codici a barre e spedizioni.

* 300 DPI (o superiori) garantiscono testi più piccoli e grafiche di qualità.

* 600 DPI servono solo per applicazioni molto particolari, come codici ad alta densità.

Nel retail di moda, ad esempio, etichette con loghi e dettagli devono avere una qualità impeccabile per trasmettere valore al brand. Anche la velocità di stampa va valutata con attenzione: nei contesti produttivi la differenza tra 100 mm/s e oltre 300 mm/s può incidere molto sui tempi di lavoro.

Dimensioni e materiali supportati

Non tutte le stampanti gestiscono le stesse larghezze: dai classici 4 pollici (circa 10 cm) fino a modelli che arrivano a 8 pollici (oltre 20 cm). Nell’industria chimica servono etichette molto grandi per contenitori e fusti, mentre in farmacia prevalgono formati ridotti per flaconi e blister.

Inoltre se si lavora con materiali particolari (poliestere, TNT, PET, carta patinata) è necessario assicurarsi che la stampante sia compatibile. Anche la capacità dei rotoli ha un peso: rotoli più grandi significano meno interruzioni e maggiore efficienza.

Connettività e software

Una stampante deve integrarsi bene nel flusso di lavoro aziendale. Oggi, oltre alla classica connessione USB, sono spesso indispensabili Ethernet, Wi-Fi o Bluetooth. Nei supermercati, ad esempio, le stampanti collegate al gestionale permettono di aggiornare i prezzi a scaffale in tempo reale.

Sempre meglio controllare anche la compatibilità con i software che già si utilizzano (gestionali, ERP, POS) e con i linguaggi di stampa standard (ZPL, TSPL, ESC/POS).

Usabilità e manutenzione

Un aspetto spesso sottovalutato è la facilità d’uso. Caricare le etichette e i ribbon deve essere semplice e veloce, senza dover fermare la produzione: gli operatori devono poter sostituire il rotolo senza particolari competenze tecniche.

Le stampanti più moderne permettono anche una gestione remota e software di monitoraggio, molto utili se le macchine lavorano in più reparti o sedi.

Accessori e optional

A seconda delle necessità si possono valutare accessori come:

* spellicolatori, che separano automaticamente l’etichetta dal supporto;

* taglierine e riavvolgitori, che velocizzano i processi;

* moduli RFID, sempre più richiesti nella logistica e nella tracciabilità. Nei magazzini internazionali l’uso di etichette RFID riduce drasticamente gli errori di movimentazione.

Costi e supporto nel tempo

Infine per valutare il prezzo di una stampante si devono considerare i costi di gestione, i consumabili (rotoli e ribbon), l’assistenza e la disponibilità dei ricambi. Una PMI che sceglie un marchio affidabile si garantisce la reperibilità dei materiali e il supporto tecnico anche a distanza di anni.

La stampante per etichette non è solo una macchina ma un alleato invisibile per la produzione quotidiana, da lei dipende la precisione con cui i prodotti arrivano ai clienti. Investire nel modello giusto significa ridurre errori, velocizzare i processi e migliorare l’immagine del brand.

Noi di Etiprint lo sappiamo bene: ogni azienda ha esigenze uniche, per questo non esiste una stampante “migliore in assoluto” ma solo quella più adatta al flusso di lavoro. Se vuoi scoprire qual è la soluzione che ti farà risparmiare tempo e risorse il nostro team è pronto ad ascoltarti e guidarti nella scelta.

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