Etichette e packaging: conto alla rovescia verso il 12 agosto 2026. Cosa cambia con il PPWR

Il settore delle etichette sta vivendo un momento decisivo. Tra poche settimane il Regolamento (UE) 2025/40 — il nuovo PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation – PPWR) — diventerà pienamente applicabile e segnerà un cambio di paradigma per chi produce, utilizza o immette sul mercato etichette e imballaggi.

E’ una legge europea vincolante, già in vigore dal febbraio 2025 e pronta a entrare nella fase operativa dal 12 agosto 2026. E cambierà il modo in cui le aziende progettano materiali, gestiscono fornitori, comunicano informazioni e dimostrano la conformità dei propri prodotti.

Un regolamento che ridisegna ruoli e responsabilità

Il PPWR coinvolge l’intera filiera: produttori di etichette, aziende alimentari e cosmetiche, operatori logistici, importatori, distributori. Chi immette sul mercato un’etichetta — anche se acquistata neutra — diventa responsabile della sua conformità.
La logica è chiara: ridurre l’impatto ambientale, aumentare la trasparenza e garantire standard tecnici uniformi in tutta l’Unione Europea.

PFAS e metalli pesanti: limiti che possono cambiare la scelta dei materiali

Uno dei punti più concreti del PPWR riguarda le sostanze presenti negli imballaggi e nelle etichette, soprattutto quelle destinate al contatto alimentare o considerate “sensibili al contatto”.
Le soglie per i PFAS sono molto basse e confermate nel testo ufficiale del regolamento:

• 25 ppb per singolo PFAS
• 250 ppb per la somma dei PFAS
• 50 ppm come contenuto totale di fluoro

Se il fluoro totale supera i 50 mg/kg l’azienda deve dimostrare che non deriva da PFAS. Questo impatta adesivi, liner, frontali plastici, vernici e inchiostri.
Per i metalli pesanti (piombo, cadmio, mercurio, cromo VI) viene confermato il limite complessivo di 100 mg/kg, già noto ma ora integrato in un quadro normativo più rigido.

Documentazione tecnica: l’Allegato VII diventa centrale

Il PPWR introduce un obbligo che molte aziende stanno ancora sottovalutando: la documentazione tecnica prevista dall’Allegato VII. Ogni etichetta o imballaggio deve essere accompagnato da un fascicolo che descriva materiali, analisi, dichiarazioni dei fornitori e valutazioni di riciclabilità.
E’ un documento che deve esistere prima dell’immissione sul mercato. E deve essere aggiornato nel tempo.

Etichettatura ambientale e digitale: verso il 2028

Il regolamento prevede l’introduzione di una etichettatura armonizzata per tutti gli imballaggi con simboli standardizzati su riciclabilità, compostabilità, materiali e conferimento.
L’obbligo dovrebbe scattare dal 12 agosto 2028 ma le aziende devono prepararsi già ora: layout, spazi grafici e sistemi di stampa dovranno essere ripensati.
Parallelamente il PPWR spinge verso la digitalizzazione delle informazioni: QR code, identificatori digitali, tracciabilità dei lotti e collegamenti alle banche dati EPR. Le etichette dovranno integrare informazioni fisiche e digitali senza perdere leggibilità

Riutilizzo e vuoto a rendere: il packaging cambia identità

Il regolamento introduce requisiti progressivi per gli imballaggi riutilizzabili, con scadenze che si estendono fino al 2038. Chi progetta packaging riutilizzabile deve già considerare etichette resistenti ai cicli di lavaggio, QR permanenti e istruzioni chiare per la restituzione.
Le analisi di Eunomia e Zero Waste Europe confermano che il riutilizzo diventerà un pilastro normativo, non una scelta volontaria.

Come devono muoversi oggi le aziende

Le aziende devono verificare materiali, aggiornare certificazioni, programmare analisi su PFAS e fluoro totale, predisporre la documentazione tecnica e ripensare la grafica delle etichette in chiave futura.
Chi si muove ora evita blocchi, ritardi e costi di adeguamento in emergenza. Chi aspetta rischia di trovarsi senza materiali conformi o con processi non aggiornati.

Trasformare l’obbligo in un valore

Il PPWR è un’occasione per migliorare la qualità dei materiali, rendere più trasparente la comunicazione di prodotto e adottare soluzioni tecniche che aumentano efficienza e sostenibilità.

Etiprint lavora già con materiali conformi, etichette neutre progettate per dati variabili, soluzioni PFAS‑free e processi documentati secondo l’Allegato VII. Siamo pronti a supportare le aziende in questa transizione, non solo per garantire la conformità ma per trasformarla in un vantaggio competitivo.

Quando il mercato cambia chi si muove per primo guida il cambiamento. E noi siamo qui per accompagnarti in ogni passo

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